Registro organismi di mediazione civile e commerciale: revocata la circolare con i nuovi requisiti di accesso

Il Ministero della Giustizia, accogliendo la richiesta del Consiglio Nazionale dei Commercialisti, ha revocato la circolare del 5 aprile relativa ai requisiti per il mantenimento dell’iscrizione nel registro degli organismi di mediazione civile e commerciale.
La richiesta da parte dei Commercialisti faceva seguito alle numerose segnalazioni pervenute al Consiglio nazionale, da parte di diversi organismi di mediazione ed enti di formazione istituiti dai commercialisti operanti su tutto il territorio nazionale e dai relativi Ordini territoriali, che evidenziavano come la circolare – a causa della oggettiva impossibilità di adeguarsi alle prescrizioni in essa contenute entro gli stringenti termini stabiliti – avrebbe determinato una vera e propria interruzione del servizio di mediazione con grave danno ai cittadini e alle imprese.

Il presidente del CNDCEC, Elbano de Nuccio ha espresso apprezzamento per la tempestiva risposta del Ministero e chiede un tavolo tecnico di confronto per rilanciare l’istituto.

Leggi il Comunicato Stampa.

Richiesta dati per il modello Redditi PF 2023: circolare informativa da spedire ai clienti

Per agevolare il lavoro del professionista abbiamo predisposto un modello di circolare informativa da spedire ai clienti.

Fogli di lavoro in Word organizzati per l’invio della lettera ai clienti per la richiesta dei dati per la predisposizione delle dichiarazioni annuali modello REDDITI persone fisiche 2023.

La lettera contiene:

  • lettera generica di presentazione e che invita il cliente a fissare in tempo utile un appuntamento in studio per la consegna dei documenti. Contiene anche uno scadenziario;
  • check list/nota di consegna documenti da inserire in copia nella cartellina individuale intestata ad ogni singolo contribuente;
  • autocertificazione per concessione all’altro genitore del diritto alla detrazione integrale (100%) per figli a carico.

CLICCA QUI per accedere alla scheda.

Il documento fa parte della raccolta “Le Lettere del Professionista alla Clientela” ed è compreso in SimpleProf, il vantaggioso abbonamento annuale che comprende applicazioni in cloud, circolari, formulari e tanto altro! 

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Al via le domande per il Bonus trasporti

E’ operativa la piattaforma digitale per accedere al Bonus trasporti del 2023, il beneficio per studenti, lavoratori, pensionati e cittadini con un reddito complessivo nel 2022 non superiore a 20mila euro. 

Accedendo con SPID o Carta di Identità Elettronica (CIE) al sito bonustrasporti.lavoro.gov.it si potrà inviare la domanda per ricevere il contributo  fino a 60 euro valido per l’acquisto di un abbonamento mensile, plurimensile e annuale per l’utilizzo di mezzi di trasporto pubblici su gomma e rotaia.

La domanda per l’accesso al beneficio potrà essere presentata per sé stessi o per un minore del quale si ha la potestà o la rappresentanza. 
Ciascun beneficiario potrà chiedere 1 Bonus trasporti al mese, entro il 31 dicembre 2023 e fino a esaurimento risorse. 
Sono esclusi i servizi di prima classe, executive, business, club executive, salotto, premium, working area e business salottino.

Maggiori informazioni.

Approvato il nuovo regolamento per la tenuta del Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche

La Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per lo Sport) ha approvato il nuovo Regolamento che disciplina la tenuta, la conservazione e la gestione del Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche ai sensi dell’art. 11, Decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 39, nonché per assolvere alle altre funzioni previste dalla normativa vigente.

Il Registro, tenuto dal Dipartimento per lo Sport e gestito da Sport e Salute SpA, sostituisce a tutti gli effetti il precedente Registro nazionale delle associazioni e società sportive dilettantistiche già istituito presso il Coni. 

Clicca qui per accedere al testo del regolamento.

Rottamazione-quater: domande entro il 30 aprile

Con un comunicato stampa pubblicato sul proprio portale ufficiale, l’Agenzia Entrate-Riscossione, ricorda la scadenza del 30 aprile, termine entro il quale, privati, professionisti e imprese possono presentare domanda di rottamazione-quater, commi 231–252 della Legge n. 197/2022, Legge di Bilancio 2023.

La domanda può essere presentata solo on line, anche senza pin e password (area pubblica), o in area riservata (per chi dispone di Spid, Cie o Cns e, per gli intermediari fiscali, Entratel).

All’interno della propria area riservata il contribuente può presentare la dichiarazione di adesione con più immediatezza grazie alla funzionalità che consente di selezionare con un semplice click, direttamente dall’elenco dei debiti “definibili”, le cartelle, gli avvisi o i carichi che si vogliono inserire nella domanda, senza quindi la necessità di indicare i dati identificativi degli atti. Sul sito istituzionale di Agenzia Riscossione è inoltre disponibile il servizio per chiedere il Prospetto informativo, contenente l’elenco dei carichi che possono essere “rottamati” e la simulazione dell’importo da pagare a seguito delle riduzioni previste dalla Definizione agevolata.

Maxi sanzioni per chi distrugge o deturpa i beni culturali o paesaggistici

Multe più severe per chi distrugge o deturpa i beni culturali o paesaggistici.

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 28 dell’11 aprile 2023, ha infatti approvato un disegno di legge che introduce disposizioni sanzionatorie in materia di distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici.

Oltre alle sanzioni penali già previste, il disegno di legge introduce:

  • per chi distrugge, disperde, deteriora o rende in tutto o in parte inservibili o non fruibili beni culturali o paesaggistici propri o altrui, una sanzione amministrativa compresa tra 20.000 e 60.000 euro;
  • per chi deturpa, imbratta o destina i beni culturali a un uso pregiudizievole o incompatibile con il loro carattere storico o artistico, una sanzione compresa tra 10.000 e 40.000 euro

I proventi saranno devoluti al Ministero della Cultura, affinché siano impiegati prioritariamente al ripristino dei beni danneggiati.

Sottopasso pedonale per accesso agli impianti sciistici: niente Iva agevolata se l’intervento non è in funzione del centro abitato

Con la Risposta ad interpello n. 292 dell’11 aprile l’Agenzia delle Entrate si e espressa in merito alla corretta aliquota Iva da applicare alla realizzazione di un sottopasso pedonale posto a servizio di impianti sciistici.

L’Agenzia ricorda inizialmente che, ai fini dell’applicazione dell’aliquota Iva agevolata nella misura del 10%, le opere devono risultare realizzate in funzione di un centro abitato o comunque poste al servizio di un tessuto urbano
Dunque, dato che la realizzazione del sottopasso pedonale a servizio degli impianti sciistici, benché configuri un intervento “ex novo”, è finalizzata a garantire un collegamento tra i parcheggi e il punto di accesso agli impianti sciistici, con accesso alla stazione degli impianti di risalita senza attraversamento stradale, l’intervento non è riconducibile tra le opere di urbanizzazione che beneficiano dell’aliquota Iva ridotta.

Approvazione equo compenso. I Commercialisti: giornata importante per le professioni

“Un significativo riconoscimento di tutele. Legge perfettibile, ma è un punto di partenza significativo”. Sono le parole del presidente del Consiglio nazionale dei Commercialisti, Elbano de Nuccio, in merito all’approvazione definitiva del Ddl sull’equo compenso per i professionisti.

L’approvazione definitiva della legge sull’equo compenso rappresenta “un passaggio molto significativo, non solo perché si ampliano finalmente le tutele per i professionisti, ma anche perché questa legge è il frutto concreto di un positivo cambio di atteggiamento della politica nei confronti dell’universo delle libere professioni”, ha dichiarato ancora de Nuccio.
“Esprimiamo il nostro pieno consenso su una disciplina che si pone l’obiettivo di tutelare finalmente il diritto del professionista a ricevere un compenso equo nei rapporti contrattuali che lo riguardano, specie nei casi in cui la controparte è in una posizione dominante. Il principio secondo il quale ad ogni prestazione professionale debba corrispondere un compenso commisurato alla prestazione svolta è alla base di un processo di pieno riconoscimento della dignità dei lavoratori autonomi”.
“Come tutti i testi anche questo è perfettibile e il nostro auspicio resta quello che le tutele in esso contenute possano essere in futuro ulteriormente estese. Ma questa legge rappresenta comunque un punto di partenza estremamente importante”.

Tax credit investimenti in beni strumentali nuovi: ipotesi di esclusione per le imprese concessionarie

Con il principio di diritto n. 7 dell’11 aprile 2023 l’Agenzia delle Entrate ha definito alcune ipotesi di esclusione dal credito d’imposta, previsto dalla Legge di bilancio 2021, per gli investimenti in beni strumentali nuovi.
Il comma 1053 dell’art. 1 della citata legge di bilancio include, tra le esclusioni dal tax credit, quella riguardante i “beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento dei rifiuti”.

Nel principio di diritto pubblicato l’Agenzia Entrate precisa che non possono essere considerate destinatarie del credito d’imposta le imprese “concessionarie” (in senso lato) dei servizi di cui al comma 1053 della legge 30 dicembre 2020, n. 178, quando:

  • l’effettuazione degli investimenti costituisce un adempimento degli obblighi assunti nei confronti dell’ente pubblico concedente;
  • sono previsti meccanismi (sub specie di adeguamento del corrispettivo del servizio fornito, comunque denominato, e/o contribuzione del soggetto concedente) che sterilizzano il rischio economico dell’investimento nei beni strumentali nuovi.

Approvato il DEF 2023: le misure previste

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 28 dell’11 aprile ha approvato il Documento di economia e finanza (DEF) 2023, previsto dalla legge di contabilità e finanza pubblica (legge 31 dicembre 2009, n. 196).

Sono tre i principali obiettivi programmatici della politica economica e di bilancio del Governo per il medio termine delineati nel documento:

  • la rinuncia graduale ad alcune delle misure straordinarie di politica fiscale attuate negli scorsi tre anni e l’individuazione di nuovi interventi a sostegno dei soggetti più vulnerabili e per il rilancio dell’economia;
  • la riduzione graduale, ma in misura sostenuta nel tempo, del deficit e del debito della pubblica amministrazione in rapporto al prodotto interno lordo (PIL). Confermati gli obiettivi di indebitamento netto in rapporto al PIL già dichiarati a novembre nel Documento Programmatico di Bilancio (DPB), ossia 4,5% quest’anno, 3,7% nel 2024 e 3% nel 2025. L’obiettivo per il 2026 viene posto pari al 2,5%;
  • il sostegno alla ripresa dell’economia italiana, volto a conseguire tassi di crescita del PIL e del benessere economico dei cittadini più elevati di quelli registrati nei due decenni scorsi.

Nel breve termine, si legge nel Comunicato Stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si opererà per sostenere la ripartenza della crescita segnalata dagli ultimi dati, nonché per il contenimento dell’inflazione. Il mantenimento dell’obiettivo di deficit esistente (4,5%) permetterà di introdurre, con un provvedimento di prossima adozione, un taglio dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi di oltre 3 miliardi a valere sul periodo maggio-dicembre di quest’anno. Ciò sosterrà il potere d’acquisto delle famiglie e contribuirà alla moderazione della crescita salariale. 
Unitamente ad analoghe misure contenute nella legge di bilancio, questa decisione testimonia l’attenzione del Governo alla tutela del potere d’acquisto dei lavoratori e, al contempo, alla moderazione salariale per prevenire una pericolosa spirale salari-prezzi. 
Anche per il 2024, le proiezioni di finanza pubblica mostrano che, dato un deficit tendenziale del 3,5%, il mantenimento dell’obiettivo del 3,7% del PIL creerà uno “spazio di bilancio” di circa 0,2 punti di PIL, che sarà destinato al Fondo per la riduzione della pressione fiscale, al finanziamento delle cosiddette ‘politiche invariate’ a partire dal 2024 e alla continuazione del taglio della pressione fiscale nel 2025-2026, e concorrerà a una significativa revisione della spesa pubblica e a una maggiore intesa tra fisco e contribuente.

Le previsioni di crescita del Pil 
Le previsioni di crescita del Pil confermano un approccio prudente e realistico
Nello scenario tendenziale a legislazione vigente, il PIL è previsto crescere in termini reali dello 0,9% nel 2023 – dato rivisto al rialzo in confronto al Documento programmatico di bilancio (DPB) di novembre, in cui la crescita del 2023 era cifrata in uno 0,6% – e quindi all’1,4% nel 2024, all’1,3% nel 2025 e all’1,1% nel 2026.

Grazie alle nuove misure fiscali per il 2023 e 2024 delineate, la crescita del PIL nello scenario programmatico è prevista pari all’1% quest’anno e all’1,5% nel 2024.

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